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Incontro con la nutrizionista per la giornata mondiale dell’alimentazione.

Una giornata fredda, uggiosa, un assaggio d’inverno a inizio ottobre. Un incontro fissato già da giorni con una figura professionale che nel mondo del food ha un ruolo rilevante: la NUTRIZIONISTA.

E’ nata così l’idea di realizzare un piatto, che vuole onorare la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Una ricorrenza che si celebra ogni anno in tutto il mondo il 16 ottobre per ricordare l’anniversario della data di fondazione della FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

Questa celebrazione è stata istituita per sensibilizzare le problematiche della povertà, della fame e della malnutrizione nel mondo senza trascurare la sicurezza alimentare.

Con l’obiettivo di incoraggiare le persone ad una dieta nutriente, sana, equilibrata e senza sprechi ho chiesto la consulenza della nutrizionista Ilaria Saccotelli affinché potessi creare un primo piatto facilmente replicabile, con i prodotti stagionali del nostro territorio, utilizzando al contempo le tecniche di cottura che riescono ad esaltare gli ingredienti scelti. Un piatto sano può essere anche Gourmet.

Mi ha colpito una frase della dottoressa: “Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna”. Un giusto connubio di teoria e pratica a quattro mani; un incontro di competenze e conoscenze che intrecciandosi davano ispirazione a diverse variabili e creative possibilità. Una piacevole chiacchierata, partita dal giusto apporto dei nutrienti, e man mano discutendo su quello che poteva risultare un dettaglio perché il piatto non fosse risultato banale, scontato e benché meno noioso.

Man mano che la chiacchierata andava avanti la lista degli ingredienti cominciava a stilarsi nella mia testa.

UN PIATTO SANO MA GOURMET.

Perché il grano saraceno?
Ho chiesto alla dottoressa Saccotelli che mi suggerisse un cereale adatto anche a tutti coloro che soffrono di intolleranza alimentari.
Imparo con voi che il grano saraceno, che non è di per sé un cereale ma viene annoverato come tale solo per la sua trasformazione in farina, può essere assunto anche dai celiaci, è una buona fonte di fibre e minerali, è molto ricco di fosforo, calcio (più del frumento), ferro, rame, magnesio,
manganese ed ha una percentuale di potassio che supera quella di tutti gli altri cereali. Contiene anche importati vitamine come quelle del gruppo B. Ha un basso indice glicemico, quindi adatto anche ai diabetici.

Perché le acciughe?
Perché un pesce del nostro mar Mediterraneo (ci sono anche quelle provenienti dall’Oceano Atlantico), non molto costoso e molto saporito. Da un punto di vista nutrizionale le acciughe o alici sono ricche di proteine, minerali e in particolare modo di selenio e calcio. Da non trascurare la
ricchezza di acidi grassi omega -3.

Perché i pomodori secchi?
I pomodori secchi, una tradizione del Sud, un sapore deciso, una spinta al piatto e in più ricchi di vitamina A.

Perché il pesto di broccoli?
Per la loro stagionalità, per la ricchezza di vitamina C ed anche per lo splendido colore che sicuramente invita all’assaggio.

Perché la polvere di liquirizia?
Ormai non è un segreto. Ogni volta che sono in cucina, un mio ricordo riaffiora. Un pezzo di cuore che è stato catturato da un’emozione viene fuori.
La polvere di liquirizia l’ho conosciuta durante un viaggio con la mia famiglia in Calabria. La visita guidata presso il “Museo della Liquirizia Amarelli” è rimasta nel mio cuore. Una delle eccellenze italiane. Una curiosità? Le condizioni meteo della giornata in cui ho visitato questo
museo erano le stesse della giornata in cui ho incontrato la nutrizionista Saccotelli…una giornata fredda e uggiosa, un assaggio di inverno a fine settembre di qualche anno fa.

Ed ecco che l’idea del piatto viene fuori: Fusilli al grano Saraceno con filetti di acciughe, pomodorini secchi, pesto di broccoli e polvere di liquirizia.

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